DAL BALCONE DEGLI DEI

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LE DUE LINEE DELLA VITA

    152. Il giorno 9 settembre 2009, alle ore 1:54, P. Records ha scritto:

La vita è fatta di irripetibili occasioni?

Boh… E’ chi cazz o’sape! (E chi stupido lo sa!)

Io credo che la vita sia una continuità di occasioni che scorrono su due rette parallele, con una sicura differenza, che una conduce in un luogo e l’altra in un altro, ma entrambe spingono verso l’infinito.

Si consideri l’elemosina… C’è la linea di chi riceve la questua e la linea di chi la fa.

Mò chi sono queste persone che vanno in giro a chiedere offerte di denaro e chi sono quelle persone che donano denaro?

Chi chiede denaro lo fa per mestiere, ha imparato l’arte e la fa fruttare come un qualsiasi lavoro; c’è chi l’esercita in piccolo e in forma anonima, in un angolo di strada, in una stazione ferroviaria, lungo un marciapiede, porta a porta (Uhè…“Porta a Porta” non è da Bruno Vespa ma a domicilio… Aite capite buone?), con un cartello appeso al collo o con una fisarmonica che suona, e c’è chi l’esercita in grande stile, pubblicamente, come i Missionari Zomboniani che in nome di una religione ti inviano la richiesta tramite posta con allegati bollettini postali e la chiamano carità, oppure come quelli della TELETHON che in nome della ricerca scientifica ti martellano attraverso il piccolo schermo… e la chiamano Maratona Telethon in TV.

Ma che il mendicante della strada o quello della TV riesca ad accumulare una fortuna a nessuno può importare più di tanto, avrà saputo fare bene il suo mestiere e nulla di più… ma il dilemma sta dall’altra parte… chi dà denaro, chi fa la sua piccola o grande donazione, perché lo fa?

Eppiriché… è di animo buono quando lo fa verso l’anonimo mendicante.

Eppiriché….“è nù strunz” quando lo fa verso gli altri.

È non può essere altrimenti.

Infatti, se all’anonimo mendicante non vengono date le elemosine, quello è anonimo, sconosciuto, e lo Stato non può aiutarlo proprio perché a lui sconosciuto e nemmeno sa che il “povero cristo” ha bisogno di aiuto… e se ne lava le mani.

Quindi il “povero cristo” è costretto a morire di fame, in mezzo a una strada e non più in croce, e il Comune in cui muore è costretto a pagargli il funerale.

Mò dico io… E noi vogliamo lasciar morire un povero cristo per tenerci quei 10 miserabili centesimi in più in tasca?

Che poi perdiamo pure?

E’ sì… li perdiamo, eppiriché non diamo mai importanza a quei pochi miserabili centesimi che ci danno pure fastidio ogni volta che mettiamo le mani in tasca.

Se invece agli altri (Zomboniani – Telethon – ecc. ecc.) non vengono date le elemosine, questi sono pubblici mendicanti, conosciuti, e lo Stato può sempre aiutarli proprio perché a lui noti. Quindi se i Missionari Zomboniani vogliono fare un grattacielo in Africa, lo Stato lo sa e può sempre intervenire sugli italiani e dire: Uhè Italiani… dovete donare un euro ai Missionari Zomboniani.

Azz… un euro dice o’Napulitano… e inizia a mettersi una mano in tasca per trovarlo.

Ma intanto gli Italiani cosa faranno?

Beleranno ma si adegueranno al volere dello Stato… e fanno il loro dovere di buoni samaritani mentre o’Napulitano cerca… cerca… cerca… e nun trova mai niente… Allora cambia mano e pure sacca... e cerca… cerca…cerca…Ma niente da fare… inde a chelle doje sacche rotte nun ce sta mai niente.

Azz… rice Berlusconi… Vuò verè che avimme fatto natu guaio?

Vuò verè che mò tenimme aiutà pure o’Napulitano?

No-no responne o’Napulitano… io stong buono comme stong.

Azz… rice Don Giulio… (s’è mparato a dicere pur’isse AZZ comme a nù Boss… primme nun sapeve manche che esisteva… AZZ), meno male che ci stanno persone che capiscono o’Napulitano… Quello ci sono persone che non capiscono l’italiano e non donano mai niente…

E per quale motivo ci sono persone che assolutamente non donano mai niente, nemmeno un centesimo?

Io lo so… Io lo so… dice Berlusconi, chill o’Taliano se sta facenne sempe cchiù sicco!

Azz… rice o’Napulitano… Comme simmo carute in basso.

Mò prendiamo ad esempio cos’è stata la mia vita economico-professionale da Napulitano verace in questi  ultimi 15… giorni d’agosto appena passati, mica 15 anni… e quello ne-nè passerebbero altrettanti per raccontarla.

Mò dico… professionale, nel senso di sentirsi appagati per quel che si è riusciti a produrre nella propria vita, per poter dire un domani con fierezza: Io… ho fatto questo!

Tu hai capito ne-né Casini?

Pardon… volevo dire… Tu hai capito ne-nè Berlusconi?

Cà sinò… mò te lo spiego con tre esempi!!!

Prendiamo a caso tre figurine importanti della nostra società civile: un Vigile, un Podestà e un Tenente, che si incontrano un giorno davanti al Padreterno.

Il caro Vigile, in vita sempre con il fischietto in bocca, potrà dire:

-         Io sono stato vigile per tutta la vita su chi parcheggiava fuori dalle linee ed ho fatto… multe, tante multe “scripta manent…” costruite con i fatti!

-         Azz… Bravo!

Il caro Sindaco, in vita sempre con il microfono in bocca, potrà dire:

-         Io sono stato Podestà per tutta la vita nelle sfilate di carnevale ed ho fatto… discorsi, tanti discorsi “verba volant…”  costruiti con le chiacchiere!

-         Azz… Bravo!

Il caro Tenente, in vita sempre con qualcosa in mano e in bocca, potrà dire:

-         Io sono stato Tenente per tutta la vita ed ho fatto… il nullatenente per non destare sospetti mentre mi mangiavo le chiacchiere del signor Podestà… Ma così facendo… song addeventato nù chiattone!

-         Azz… Bravo!

-         Io invece - si sente dire da una voce nascosta - sono stato Berlusconi per tutta la vita ed ho fatto…

-         Azz… Non me lo dire… che BRAVO te lo dico lo stesso!

Mò…Dopo aver reso l’idea, veniamo a me e su cosa ho fatto in questi ultimi 15 giorni!

Per forza di cose devo partire da un po’ più lontano. Da quanto lontano?

Poco… solo cinque mesi addietro.

-         Azz… si sente dire da una voce nascosta: Bravo!

-         Azz… nun aggiò manco accummenciato e già me rice bravo? Uhè Berlusconi… E aspiette nù mumento, famme ricere o’riesto!

Io… dopo aver atteso (sin da gennaio 2009, mica da un’eternità… che uno avrebbe potuto pure esclamare… Maronna… tutto chistù tiempo?), l’attimo propizio, è dall’inizio di marzo che mi sono addentrato (con una vecchia cinquecento tutta scassata) nella Borsa Finanziaria di Milano utilizzando il trading on-line, ovvero, dalla mia poltrona di casa, compravo e vendevo azioni con tre o quattro semplici click.

Premetto, che inizialmente, sebbene abbastanza acculturato in ambito finanziario, ero pur sempre un principiante - forse tutt’ora ancora lo sono -  in mezzo a una bolgia di belve feroci come lo sono stati o’ Vigile, o’Podestà, o’Tenente… ma tanto bastava per farmi agire con spensieratezza e incurante del pericolo.

Poi, dopo il primo mese di esperienza diretta in Borsa, con un mese di marzo esplosivo per le borse mondiali, ricco di emozioni e di profitti per quanti hanno osato (quasi sicuramente rimarrà nella storia finanziaria e si racconterà per decenni e decenni negli annali della finanza), la prima cosa che ho appreso è stata quella che dovevo cambiare “il mezzo”, dovevo abbandonare quella vecchia cinquecento scassata e dovevo presentarmi con una Ferrari rossa fiammante… Fineco Powerdesk2.

-         O’ vigile subbete ma ritte: E’ no… io te faccio semp a’murd!!!

-         Ma comme, agge ritto io, tu staje annanz addò Padreterno e pienz’ancora a fa murd?

Ed è stato così… che ho ordinato la Ferrari… Ed il Vigile mi ha fatto la multa.

Ma per vedermi consegnata la mia Ferrari rossa fiammante, ho dovuto attendere due mesi di discorsi del Podestà nelle sfilate di carnevale che si tengono ogni giorni sul canale televisivo italiano di Class Cnbc e, così, dopo le chiacchiere di marzo, ho perso pure quelle di aprile e di maggio, altri due mesi ricchi di profitti per quanti hanno osato in tutte le Borse mondiali, e mentre io… ero rimasto a guardare, il tenente si è mangiato le chiacchiere… e il solerte vigile mi ha fatto la multa senza che io avessi ancora il mezzo.

Poi con la rossa fiammante è arrivato giugno, poi è passato luglio, ma la mia Ferrari la tengo ancora ferma… e quello il vigile sta già pronto per farmi un’altra multa.

Qualche volta l’ho pure accesa ma subito dopo l’ho spenta… eppiriché il vigile stava già pronto con il fischietto in bocca e la penna in mano.

Poi è arrivato agosto e dopo cinque mesi, qualcosa in più di prima ho appreso ma la Ferrari sta sempre spenta.

È do la colpa alla paura, una paura che non so spiegarmi, che non riesco a superare e mi impedisce di agire ovvero di vendere e comprare azioni… e pure io mi sono messo a fare chiacchiere… come il Podestà.

E allora… La vita è fatta di occasioni?

Se fosse fatta di occasioni… ormai dovrei ritenere che le mie le ho sprecate e non avrei più speranze, ma siccome con me ho sempre avuto la speranza, allora… la vita è una continuità di occasioni che scorrono su due rette parallele, con la sola differenza che una conduce in un luogo e l’altra in un altro, ma entrambe spingono verso l’infinito.

Ora io devo tentare di cambiare linea e nel farlo dovrò guidare una Ferrari rossa fiammante.

Qualcuno potrà dire:

- Stai attento a non andare a schiantarti contro un muro di cemento armato!

Ed io rispondo:

-         Vabbuò… è un rischio da correre, eppiriché… se andrò a schiantarmi non sarò solo, avrò con me pure la speranza.

-         O’ vigile e’ turno subbete ma ritte: E’ no… io te faccio semp a’murd!!!

-         E và fa’nculo… agge ritto io!

 

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